Possono riaprire i cantieri edili SI NO SNI – 3 MAGGIO COVID19

Posso aprire il cantiere edili si o no? È la domanda che ultimamente ci stiamo facendo tutti e come al solito essendo in Italia ce sempre poca chiarezza rimanendo schiavi di grovigli legislativi, normativi, regolamentazioni e circolari. Il DPCM 10 aprile 2020 firmato dal premier Conte e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’11 aprile 2020 proroga la limitazione agli spostamenti e alle attività produttive; poche attività e con tante restrizioni hanno ricevuto il via libera. Il premier ha affermato che non ci sono ancora le condizioni per una riapertura globale delle aziende, quindi anche i cantieri, in Italia.

Ma quali sono queste restrizioni?
Il Governo afferma che “le imprese appaltatrici sono tenute ad adottare e ad applicare, ai fini della tutela della salute dei lavoratori, i necessari protocolli di sicurezza volti ad impedire la diffusione del contagio da Covid-19 tra i lavoratori, individuati in stretto raccordo con le autorità sanitarie locali; particolare attenzione dovrà essere prestata alle procedure anti-contagio con riferimento alle attività di cantiere che si svolgono al chiuso. Laddove non fosse possibile rispettare, per la specificità delle lavorazioni, la distanza interpersonale di un metro, quale principale misura di contenimento della diffusione della malattia, le imprese appaltatrici sono tenute a mettere a disposizione dei lavoratori idonei strumenti di protezione individuale”.

Il protocollo, come indicato nel testo, “ha validità, ai sensi e per gli effetti dei decreti governativi vigenti e futuri connessi alla pandemia Covid-19 in corso, fino alla durata della pandemia stessa” e “declina specifici adempimenti per garantire la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e per prevenire il contagio da Covid-19”

Vi invito a leggere il PROTOCOLLO redatto e sottoscritto dalle parti sociali confederali del settore edile che data la sua corposità’ tratto in altro articolo.

CANTIERI CON CODICE ATECO ANCORA SOSPESI

Ancora sospese le attività aventi i seguenti codici ATECO:
– 41.20.00 Costruzioni di nuovi edifici residenziali e non residenziali;
 41.10.00 Sviluppo di progetti immobiliari;
– 43.11 Lavori di demolizione;
– 43.12.00 Preparazione del cantiere edile e sistemazione del terreno;
– 43.3 Completamento e finitura degli edifici, (come intonacatura, posa in opera di infissi, arredi e controsoffitti, rivestimento di pavimenti e di muri, tinteggiatura e posa in opera di vetri, realizzazione di coperture);
– 42.91 Costruzione di opere idrauliche;
– 42.99.09 Costruzione di impianti industriali, impianti sportivi all’aperto, stadi, campi da tennis, campi da golf;
– 42.99.01 Lottizzazione dei terreni connessa con l’urbanizzazione.

CODICI ATECO CONSENTITI

Ammesse le attività con codici ATECO:
– 42 Ingegneria Civile, come la costruzione di strade, ferrovie, linee metropolitane, ponti e gallerie (ad esclusione dei codici 42.91, 42.99.09 e 42.99.01 che sono tra le attività sospese);
– 42.22.00 Realizzazione di opere di pubblica utilità per l’energia elettrica e le telecomunicazioni;
– 43.2 Attività di installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzioni e installazioni;
– 37 Gestione delle reti fognarie;
– 38 Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali;
– 39 Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti;
– 81.3 Cura e manutenzione del paesaggio, con esclusione delle attività di realizzazione;

– 71 Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche;
– 74 Attività professionali, scientifiche e tecniche;
– 94 Attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali.

ECCEZIONI REGIONALI

– nelle Province di Rimini e Piacenza, nel capoluogo del Comune di Medicina e nella frazione di Ganzanigo (decreto Regione Emilia-Romagna del 11 aprile 2020) restano tutte le restrizioni precedenti (quindi non riaprono librerie e altre attività consentite dal DPCM 10 aprile 2020);
– in Lombardia,PiemonteCampania restano tutte le restrizioni precedenti (quindi non riaprono nemmeno librerie e altre attività consentite dal DPCM 10 aprile 2020);– nel Comune di Cagliari restano restano tutte le restrizioni precedenti (quindi non riaprono librerie e altre attività consentite dal DPCM 10 aprile 2020);

 

RIFERIMENTI NORMATIVI DI RIFERIMENTO

Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

 

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 25 marzo 2020 – Modifica dell’elenco dei codici di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020.

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 22 marzo 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.

Protocollo sicurezza ambienti lavoro COVID-19

COVID-19

Gli obiettivi del protocollo condiviso per i cantieri edili

Le Parti sociali firmatarie – Ance, Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Aci-PL, Anaepa Confartigianato, Cna Costruzioni, Fiae Casartigiani, Claai Dipartimento edilizia, Confapi Aniem –  ritengono di “declinare le prescrizioni ivi contenute nella realtà produttiva del settore delle costruzioni, sia negli uffici che nei cantieri”, anche in attuazione del “protocollo condiviso” sottoscritto il 14 Marzo e della normativa nazionale.

I registi di questo protocollo sottolineano che “la tutela e la salute delle maestranze è prioritaria e che la stessa va tutelata e garantita. Pertanto, per le unità produttive e cantieri nei quali le seguenti prescrizioni non potessero essere attuate, saranno attivati gli ammortizzatori sociali emanati dal Governo, per l’intero territorio nazionale, con la causale epidemia Covid-19. Le parti si danno inoltre atto che, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali, le imprese utilizzeranno qualsiasi strumento normativo e contrattuale utile quali  ferie, permessi.

Le parti concordano inoltre che “l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale, nell’ipotesi di sospensione dell’attività nei cantieri, in assenza della possibilità di adibire il personale ad altri lavori, riguarderà anche gli impiegati delle aziende, in virtù della stretta interconnessione delle rispettive attività lavorative. Anche in tale ipotesi, saranno utilizzati tutti gli strumenti normativi e contrattuali per mantenere i livelli occupazionali, fermo restando l’utilizzo, laddove possibile, dello strumento del lavoro agile.

L’obiettivo del Protocollo è dunque quello di fornire indicazioni operative “finalizzate a incrementare, in cantiere e negli altri ambienti lavorativi delle imprese edili, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di Covid-19”. Si sottolinea, a questo proposito, che il COVID-19 “rappresenta un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione. Il presente protocollo contiene, quindi, misure che seguono la logica della precauzione e seguono e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria”.

L’informazione ai lavoratori dei cantieri

Sono tanti i temi trattati dal protocollo e il primo riguarda l’informazione. Si indica che il datore di lavoro, “anche con l’ausilio degli enti bilaterali formazione/sicurezza delle costruzioni che adottano strumenti di supporto utili alle imprese, informa i lavoratori sulle regole fondamentali di igiene per prevenire le infezioni virali” (il protocollo riporta a questo proposito l’allegato I del DPCM 8 marzo), attraverso “le modalità più idonee ed efficaci (per esempio consegnando e/o affiggendo all’ingresso del cantiere e nei luoghi maggiormente frequentati appositi cartelli visibili che segnalino le corrette modalità di comportamento)”.

In caso di lavoratori stranieri che non comprendono la lingua italiana – continua il protocollo – si invitano i datori di lavoro a “fornire materiale nella loro lingua madre o ricorrere a dépliant informativi con indicazioni grafiche”.

Inoltre i lavoratori autonomi “dovranno ricevere le medesime informazioni in merito alle misure adottate nello specifico cantiere. L’impresa affidataria, in concerto con il Committente/Responsabile dei lavori e con il Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, definirà le modalità di informazione per altri soggetti diversi dal lavoratore che dovranno entrare in cantiere.

Si segnala poi che le informazioni riguardano inoltre:

  • “l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria (numero 1500 o il numero 112, seguendone le indicazioni);
  • le modalità con cui sarà eseguito il controllo della temperatura al lavoratore;
  • l’obbligo di non fare ingresso o di permanere in azienda e in cantiere e di doverlo dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc) per le quali i provvedimenti dell’Autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria e di rimanere nel proprio domicilio;
  • l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in cantiere e in azienda (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene);
  • l’impegno a informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti”.

I cambiamenti nell’organizzazione aziendale e la sorveglianza sanitaria

Il documento indica che in riferimento alla normativa nazionale relativa all’emergenza COVID-19 e limitatamente al periodo della emergenza le imprese potranno:

    • “disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo SMART WORKING,  o comunque a distanza;
  • procedere ad una rimodulazione dei livelli produttivi;
  • assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili;
  • utilizzare lo smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte presso il domicilio o a distanza nel caso vengano utilizzati ammortizzatori sociali, anche in deroga, valutare sempre la possibilità di assicurare che gli stessi riguardino l’intera compagine aziendale, se del caso anche con opportune rotazioni;
  • utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili nel rispetto degli istituti contrattuali generalmente finalizzati a consentire l’astensione dal lavoro”.

 

Sono poi “sospese e annullate tutte le trasferte/viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordate o organizzate, che riguardano le attività complementari alle attività core dell’azienda. Pertanto sono ammesse tutte le trasferte strettamente connesse all’esecuzione dei lavori negli specifici cantieri”.

Inoltre la sorveglianza sanitaria “deve proseguire rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute”.

In particolare:

  • vanno privilegiate, in questo periodo, le visite preventive, le visite a richiesta e le visite da rientro da malattia;
  • la sorveglianza sanitaria periodica non va interrotta, perché rappresenta una ulteriore misura di prevenzione di carattere generale: sia perché può intercettare possibili casi e sintomi sospetti del contagio, sia per l’informazione e la formazione che il medico competente può fornire ai lavoratori per evitare la diffusione del contagio;
  • nell’integrare e proporre tutte le misure di regolamentazione legate al Covid-19 il medico competente collabora con il datore di lavoro e con il RLS/RLST;
  • il medico competente segnala all’azienda situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti e l’azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy;
  • il medico competente applicherà le indicazioni delle Autorità Sanitarie.

Le parti concordano di costituire un “Osservatorio per monitorare l’andamento del contagio da virus Covid-19 e rimodulare, laddove necessario, le suddette prescrizioni nei luoghi di lavoro del settore delle costruzioni”.

Concludo segnalando alcuni altri temi affrontati nel protocollo:

  • modalità̀ di ingresso in azienda
  • precauzioni igieniche
  • indicazioni per le imprese fornitrici e subappaltatrici
  • pulizia e sanificazione
  • distanza di sicurezza e dispositivi di protezione individuale
  • gestione entrata e uscita dei dipendenti
  • formazione
  • gestione di una persona sintomatica
  • tipizzazione delle ipotesi di esclusione della responsabilità del debitore.

SCARICA PROTOCOLLO COVID-19

 

RIFERIMENTI NORMATIVI DI RIFERIMENTO

Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

 

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 25 marzo 2020 – Modifica dell’elenco dei codici di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020.

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 22 marzo 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.

BONUS FACCIATE 90% – FINALMENTE PUBBLICATA LA NUOVA LINE GUIDA DELL’AGENZIA DELL’ENTRATE

Finalmente dopo tanta attesa, l’Agenzia dell’entate ha pubblicato la nuova guida sul bonus facciata 90%.  Per gli addetti ai lavori, è un grande passo, in modo da poter dare risposte più precise ai continui quesiti dei cittadini, sempre sommersi da norme, leggi interpretazioni sbagliate….

Infondo all’articolo potrai scaricare la guida dell’agenzia dell’entrate rilasciata a Febbraio.

La circolare n. 2/E del 14 febbraio fornisce, infatti, i primi chiarimenti sugli adempimenti da seguire, sugli interventi agevolabili e sui soggetti che possono accedere al beneficio. La guida invece fornisce tutte le informazioni necessarie per permettere ai contribuenti di fruire della detrazione d’imposta dedicata al restauro delle facciate degli edifici.

Bonus Facciate: i lavori ammessi allo sconto fiscale

Il Bonus Facciate è un nuovo sconto fiscale che consente di recuperare il 90% dei costi sostenuti nel 2020 senza un limite massimo di spesa. Possono beneficiarne tutti.

Ai fini del riconoscimento del bonus, gli interventi devono essere finalizzati al “recupero o restauro” della facciata esterna e devono essere realizzati esclusivamente sulle “strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi“. Attenzione, quindi: si tratta degli interventi effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio, vale a dire sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno).

Qualche esempio di lavoro ammesso? Devono riguardare il rinnovo e il consolidamento della facciata esterna dell’edificio, incluse:

  • la mera tinteggiatura o pulitura della superficie o per i balconi o per eventuali fregi esterni;
  • lavori sulle grondaie, sui pluviali, sui parapetti, sui cornicioni e su tutte le parti impiantistiche coinvolte perché parte della facciata dell’edificio;
  • le spese correlate agli interventi e alla loro realizzazione, ad esempio perizie, sopralluoghi, progettazione dei lavori, installazioni di ponteggi;
  • gli interventi influenti dal punto di vista termico o che interessino oltre il 10 per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edifici, se soddisfano i requisiti indicati nel decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015 (decreto “requisiti minimi”) e i valori limite della trasmittanza termica delle strutture componenti l’involucro edilizio.

Le zone di fruizione

Attenzione, però: una condizione importante per poter beneficiare del Bonus Facciate è che gli immobili si trovino nelle zone A e B (indicate nel decreto ministeriale n.1444/1968) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

I soggetti ammessi al beneficio

Di fatto, il Bonus Facciate è per tutti. Può essere usufruito, infatti, da inquilini e proprietari, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, persone fisiche e imprese.

Il calcolo della detrazione del Bonus Facciate

  • per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, e per gli enti non commerciali: si fa riferimento al criterio di cassa, ovvero, alla data dell’effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi. Esempio: un intervento ammissibile iniziato a luglio 2019, ma con pagamenti effettuati sia nel 2019 che nel 2020, consentirà sì la fruizione del “bonus facciate” ma solo con riferimento alle spese sostenute nel 2020;
  • per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali: si fa riferimento al criterio di competenza e, quindi, alle spese da imputare al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono e indipendentemente dalla data dei pagamenti.

Cosa fare per fruire del Bonus

I contribuenti non titolari di reddito d’impresa devono effettuare il pagamento delle spese tramite bonifico bancario o postale dal quale risulti:

  • la causale del versamento;
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • il numero di partita Iva/codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Inoltre, è necessario indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione. Possono essere utilizzati i bonifici predisposti da banche  per il pagamento delle spese ai fini dell’Ecobonus o della detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia.

Per gli interventi che influiscono dal punto di vista termico o che interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio si applicano anche le stesse procedure e gli stessi adempimenti previsti per l’Ecobonus dal decreto 19 febbraio 2007 e che entro 90 giorni dalla fine dei lavori deve essere inviata all’ENEA, esclusivamente in via telematica, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati.

È obbligatorio, infine, conservare ed esibire, se richiesta dagli uffici, tutta la documentazione indicata nella circolare 2/2020, tra cui i documenti comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi, la copia della delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, ecc.

Come si utilizza lo sgravio

La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo, da far valere nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 e nei nove periodi d’imposta successivi, e spetta fino a concorrenza dell’imposta lorda.

Inoltre, i contribuenti interessati non possono:

  • cedere il credito corrispondente alla detrazione spettante
  • optare per un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore che ha effettuato gli interventi.

 

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Come ripartire le spese cagionate al privato

Come ripartire le spese cagionate al privato

Buongiorno signori, vorrei gentilmente sapere in che modo vanno ripartite le spese tra condomini per danni ad un appartamento dovute ad una infiltrazione d’acqua. L’infiltrazione d’acqua e’ cagionata da lastrici solari che fanno parte della copertura ma sono ad uso esclusivo di alcuni privati. Nello specifico mi serve sapere se il danno all’interno dell’appartamento privato va suddiviso in millesimi oppure in parti uguali o in altro modo. Cordiali saluti, Stefano.

 

Caro Stefano, le spese per il ripristino dei danni all’interno di un alloggio, cagionati da una infiltrazione d’acqua proveniente da un lastrico solare ad uso esclusivo vanno ripartite ai sensi dell’art. 1126 c.c.. Un terzo a carico di chi ha l’uso esclusivo del lastrico e i due terzi a carico delle unità immobiliari a cui questo lastrico funge da copertura ripartendo la cifra per millesimi di proprietà.

Impianti a servizio di più fabbricati

Impianti a servizio di più fabbricati

Buonasera , abito in una casa interna con un numero civico esistente prima della costruzione del palazzo fronte strada. Tra la mia casa ed il palazzo c’e’ una specie di chiostra di mia proprieta’ in cui sono convogliati, oltre ai miei, gli scarichi fognari del palazzo. Quel palazzo e’ formato da sei appartamenti e le veci dell’amministratore le fa il proprietario di un appartamento, lo stesso e’ poco incline a farsi carico dei problemi ed e’ difficilmente reperibile. Domanda: posso obbligare i condomini di detto palazzo a nominare un amministratore con cui interloquire? Posso far togliere gli scarichi dalla mia proprieta’ o almeno chiedere una separazione dai miei? La ringrazio per la sua risposta, Stefano.

 

Caro Stefano, da quello che posso capire dalla tua descrizione, tu sei proprietario di un fabbricato intercluso alla pubblica via che condivide con il condominio limitrofo e situato sul fronte strada alcune spese relative ad entrambi i fabbricati (fogne, illuminazione del passaggio, campanelli, etc ).  Sicuramente non facendo parte di questo condominio non hai alcun potere per imporre a loro la nomina di un Amministratore.
Tra l’altro considera che se si tratta di un palazzo formato da sei alloggi, ai sensi dell’art. 1129 c.c., non ricade neppure nell’obbligo della nomina dell’Amministratore. Pertanto sarebbe una loro scelta assolutamente facoltativa. All’epoca della costruzione di questo condominio probabilmente è stata creata, relativamente all’impianto fognario, una servitù di passaggio sulla tua proprietà. Certamente puoi proporre loro se hanno interesse a separare i loro scarichi dai tuoi, ma dovrebbero chiaramente approvare questa scelta e deliberare le opere necessarie. Se questi impianti cagionano danni alla tua proprietà i tuoi vicini devono attivarsi per eseguire le manutenzioni necessarie.

La stesura del verbale d’assemblea

La stesura del verbale d'assemblea

Puo’ l’amministratore o il presidente della riunione di condominio impedire la richiesta di una verbalizzazione inerente l’assemblea stessa? Quali sono gli articoli che disciplinano quanto da me chiesto? Grazie davvero per l’attenzione, Roberto.

 

Caro Roberto, le operazioni preliminari di una Assemblea sono quelle di nominare un Presidente, il quale nominerà un Segretario di fiducia (spesso è l’Amministratore). Il Presidente oltre che verificare le presenze e le eventuali deleghe dovrebbe gestire la riunione stessa e lo svolgimento dell’ordine del giorno previsto. I partecipanti all’Assemblea potranno fare richiesta di verbalizzare qualcosa in particolare inerente alla discussione, a prescindere dal fatto che il Segretario provvederà alla stesura di una sintesi di ciò che si è parlato. Non vi sono norme che permettano al Presidente o all’Amministratore di impedire la verbalizzazione di qualcosa che sia perfettamente in linea con l’ordine del giorno e non contrario alla Legge.

L’Amministratore e le deleghe

L'Amministratore e le deleghe

E’ possibile che su 12 unità, l’amministratore ad ogni riunione abbia le deleghe di molti proprietari e che quindi valga il suo parere? Chiedo sarebbe possibile far intervenire almeno una volta i reali proprietari? A fronte di luce comune e cancello elettrico, è possibile che si abbia una spesa annua tra le varie voci di 6000,00 euro? Saluti, Francesco.

 

Caro Francesco, la Legge 220/2012 all’art. 21 descrive chiaramente che all’Amministratore non è possibile conferire delega in alcuna assemblea, ordinaria o straordinaria che sia. Pertanto il Vostro amministratore non può assolutamente accettare deleghe e il Presidente dell’assemblea dovrebbe prendere atto della situazione e rifiutarle. Purtroppo, non è possibile obbligare i proprietari a partecipare personalmente alle assemblee, essi infatti hanno potere di delega a chiunque ( tranne all’amministratore). Se le assenze non permettono il raggiungimento del quorum deliberativo necessario per determinate discussioni, o peggio ancora, il mancato raggiungimento del quorum costitutivo dell’assemblea, ritengo sia doverosa un opera di sensibilizzazione. Nel caso di uno stagnamento dell’operatività dell’Assemblea bisognerà rivolgersi all’Autorità Giudiziaria. Per quanto concerne le spese annue non è possibile dare una risposta.

Installare una stufa e il problema canna fumaria

Installare una stufa e il problema canna fumaria

Buongiorno, vorrei installare una stufa nell’alloggio che sto valutando di acquistare. E’ possibile? Il condominio e’ strutturato su tre piani fuori terra e non credo esistano canne fumarie esistenti. Eventualmente potrei utilizzare quella della cucina? Grazie, Colombo.

 

Gentile Colombo, non può utilizzare la canna di aspirazione della cucina in quanto serve esclusivamente per la cappa e non per lo scarico di fumi da combustione. Le consiglio di appurarsi se esistono già canne fumarie collettive a cui è tecnicamente possibile collegarsi, in difetto, per essere a norma, è necessario realizzarne una ex novo fino al tetto. In quest’ultimo caso, essendo una installazione in facciata, è bene chiedere di discutere in assemblea il nulla osta da parte degli altri condomini.

L’Amministratore dimissionario e l’assemblea

L'Amministratore dimissionario e l'assemblea

Il nostro amministratore ha convocato l’assemblea di condominio il 15 luglio e capito che stava per essere sfiduciato si e’ dimesso, successivamente ha convocato una nuova assemblea nel mese di settembre con all’ordine del giorno la nomina di un nuovo amministratore. E’ corretto? Grazie, Lucio.

 

Gentile Lucio, nel caso in cui durante l’assemblea l’amministratore in carica venga revocato o si dimetta, è necessario provvedere alla nomina di un successore. Se questo non è possibile in quella sede, in quanto magari trattasi di una decisione presa sul momento e quindi senza valide alternative pronte per essere discusse, sarà necessario convocare una successiva assemblea dove nominare il nuovo amministratore. Pertanto l’iter seguito è corretto.

Affitto di una stanza di un alloggio e spese condominiali

Affitto di una stanza di un alloggio e spese condominiali

Il condominio per adeguarsi alla normativa che impone la contabilizzazione del calore deve far eseguire da professionista abilitato un “Progetto di contabilizzazione e termoregolazione” unito a “Diagnosi energetica dell’edificio”. Domanda: questa spese come deve essere ripartita tra i condomini ? Grazie, Paolo.

 

Gentile Paolo, le competenze per professionisti, che per varia natura, svolgono prestazioni per conto del condominio devono essere ripartite tra i condomini ai sensi del primo comma dell’art. 1123 c.c., ossia per millesimi di proprietà.